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Recensione “Auro Ponchielli contro la fine del mondo” – Alessandro Pozzetti

Titolo: Auro Ponchielli contro la fine del mondo
Autore: Alessandro Pozzetti
Casa editrice: NNeditore

Buon pomeriggio a tutti cari lettori. Il libro di cui parleremo oggi mi è stato gentilmente inviato dalla casa editrice e per me è stato un vero e proprio “appuntamento al buio” in quanto non avevo idea di che titolo mi sarebbe stato spedito.
Ebbene, ho aperto il pacco e all’ interno ci ho trovato “Auro Ponchielli contro la fine del mondo” di Alessandro Pozzetti.
La prima cosa che ho fatto è stata leggere la quarta di copertina e in tutta sincerità non mi ha entusiasmata per niente.

Ormai mi conoscete da tempo e sapete che sono del tutto sincera nelle recensioni; ovviamente il mio punto di vista è soggettivo.

Partiamo innanzitutto dalla trama, che è la prima cosa che dovrebbe attirare il lettore, ma che con me non ha funzionato.

Il protagonista è Auro Ponchielli, un uomo comune, impiegato di un’ agenzia pubblicitaria milanese.
Le sue più grandi preoccupazioni sono due: il suo capo (e quindi di conseguenza le pressioni sul lavoro) e la grandezza del seno della sua fidanzata, Marzia.
La sua “tranquillità” viene un giorno stravolta: il destino del mondo è in pericolo e il compito di salvare il genere umano ricade proprio nelle mani di Auro.
A questo punto inizia una carrellata di eventi fuori dal reale e personaggi assurdi e folli.
Giusto per farvi qualche esempio: Auro ha un amico, Padrepio, che per mestiere interpreta Gesù nei documentari e un giorno riceve uno strano oggetto, capace di trasportare qualsiasi cosa/ persona direttamente nella sua abitazione.
Poi ci sono: una vecchina che fuma erba e picchia peggio di un pugile, un’ astronave piena di anziani, un papa che verrà lanciato nello spazio per benedire la Terra dall’ alto, una pornostar e.. ed è meglio che io mi fermi qui.

Purtroppo la lettura per me non è stata molto scorrevole: in tutta sincerità avrei abbandonato il libro già dopo le prime venti pagine.
Non mi è piaciuto per niente il personaggio di Auro e l’ho trovato alquanto insensato.
Per non parlare della carrellata di personaggi ed eventi che non solo sono uno più assurdo dell’ altro, ma non hanno neanche un rigore logico e funzionale.
Alessandro Pozzetti ci prospettava una lettura divertente e questa cosa l’ho riscontrata soltanto in alcuni punti.
Personalmente (non per fare la persona raffinata) ma ho trovato questo libro un po’ troppo volgare: innanzitutto per le parolacce. Ora, non che sia un reato, ma secondo me l’ autore le deve sapere utilizzare e non spararle così come capitano solo per rendere il testo più “appetibile”. Niccolò Ammaniti, ad esempio, se lo può permettere.

In secondo luogo l’ ho trovato volgare anche nelle cose raccontate.
Al giorno d’ oggi si pensa che per far ridere basta ricadere nella volgarità. Ahimè non è così: sono molto giovane, va bene, ma so benissimo che “divertente” non è sinonimo di “volgare”.
Ad esempio un libro divertente che io consiglierei è “Un calcio in bocca fa miracoli” di Marco Presta. (Tranquilli, non mi pagano per far pubblicità occulte.. ahah)
In tutta sincerità quindi, paragonerei questo libro al minestrone della nonna: tutto fa brodo sì, ma non è detto che ne risulti un BUON brodo.
Quiiiindi, tirando le somme: Io (e sottolineo I O ) gli darei soltanto una stellina, mi dispiace dirlo.
Pertanto, se vi aspettate una lettura didattica o perlomeno sensata, vi sconsiglio con tutto il cuore questo libro.
Come sempre: se lo avete già letto mi piacerebbe confrontarmi con voi e sapere come lo avete trovato.

Al prossimo post cari! 🙂

 

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Recensione “Le due metà del mondo” – Marta Morotti

Titolo: Le due metà del mondo
Autore: Marta Morotti
Casa editrice: Harlequin Mondadori

C’è una bellissima frase di Freud che recita a grosso modo così: “Il pazzo è soltanto un sognatore sveglio”.
Al giorno d’oggi l’ aggettivo “pazzo” viene utilizzato forse più del termine “cioccolata” e molto spesso impropriamente.
<<Oh, guarda com’è vestito quello! È proprio pazzo!>>
<<Ma sei pazzo a mangiare tutti quegli hotdog?>>
Ebbene si, molti usano questa parola a sproposito senza sapere realmente il suo significato. Nella frase di Freud che ho sopra riportato, è racchiusa tutta l’essenza di questa “pazzia”.

Marta è una ragazza di diciannove anni, vive a Torino con la sua mamma e da poco ha terminato gli esami di maturità.
Il suo più grande sogno è fare la psicologa, ma è costretta ad andare a lavorare in fabbrica per aiutare economicamente la sua famiglia.

“Mio padre diceva che non servivano a nulla i voti alti, che era sufficiente portare a casa il sei, ma sapevo che era felice dei miei piccoli successi. Avrebbe voluto farmi studiare dopo le superiori, ma non potevamo permetterci libri troppo costosi. I soldi erano pochi. I problemi tanti. Lui era un operaio, montava alcuni pezzi di automobili. Mia madre era una casalinga. Avevano bisogno di una mano prima possibile. Mio padre aveva già parlato con alcuni suoi colleghi chiedendo consiglio su come farmi inserire in fabbrica non appena avessi finito la scuola. Me l’ aveva raccontato una sera a tavola. E io avevo solo sorriso. Ma non avevo detto nulla. Non volevo deluderlo. E non volevo deludere me stessa. ”

Maria però vive in un mondo che si è costruita su misura. È la sua safe zone: il solo mondo in cui si sente sicura e adatta alla vita.
Proprio per questo la gente la considera pazza.
Ha messo gran parte dei suoi sentimenti da parte e li ha rinchiusi in un vaso di Pandora. Quando il vaso è pieno, però, basta una sola goccia per farlo traboccare.
La stessa cosa avviene nella vita di Maria.
Arriva un momento in cui la sua vita viene stravolta: il suo unico e migliore amico parte e lei ha bisogno di sfogarsi con qualcuno. La situazione familiare non è delle migliori: un padre assente, una madre che cerca di fare di tutto per farla sentire amata e protetta e una vicenda particolare alle spalle. È proprio questa vicenda che ha spinto Maria a costruire il suo mondo inventato: Maria non accetta la realtà e se ne costruisce una per conto suo.
Dopo la partenza del suo amico Salvatore Maria decide di contattare una vecchia amica del liceo. Da questo incontro Maria scoprirà che ci sono troppe emozioni che ha chiuso nel cassetto e capirà cosa vuol dire vivere davvero, avere una vita sociale e non un mondo inventato. Maria uscirà finalmente dalla sua safe zone e scoprirà la dura realtà che l’ha costretta a diventare una sognatrice ad occhi aperti.

Il libro è strutturato in due parti: nelle prime centosettanta pagine narra in prima persona Maria. Questo ci permette innanzitutto di comprendere i suoi sentimenti, ma anche di accompagnarla nella sua crescita, quasi come un romanzo di formazione. Il lettore infatti accompagnerà Maria fino alla scoperta della verità e quindi fino al crollo improvviso delle sue certezze.
La seconda parte invece è narrata dal punto di vista della mamma, Lucia. Lucia gioca un ruolo fondamentale in quanto sarà lei a rivelarci la realtà effettiva delle cose e renderci partecipi del trauma che ha scosso Maria.
Il romanzo è steso in maniera leggiadra. La scrittura è scorrevole e l’ idea davvero originale. Mi ha tenuta incollata alle pagine e credetemi se vi dico che l’ ho terminato in mezza giornata!!
Quella di Maria è una situazione che molti ragazzi si trovano ad affrontare. La sensazione di sentirsi inadeguati, diversi, distanti non ci deve spaventare. Deve essere da stimolo per un confronto. Non dobbiamo mai permettere alle nostre paure di impedirci di vivere esperienze nuove e conoscere gente nuova. Bisogna farsi coraggio e uscire dalla safe zone. Solo allora scopriremo che il lupo gigante di cui avevamo paura non è altro che un coniglio di piccola stazza.
Consiglieresti questo libro? Certo che lo consiglierei. È un piccolo tesoro che oltre alla semplice storia, ci regala un preziosissimo insegnamento.
Ci vediamo alla prossima recensione cari lettori. Buona giornata 🙂

 

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Recensione “Io e te oltre le stelle” – Beth Revis

Titolo: Io e te oltre le stelle
Autore: Beth Revis
Casa editrice: Piemme

Molto spesso l’uomo tende a dare tutto per scontato: la natura che ci circonda, il sole, la luna, i tramonti, i temporali.
Pensa di conoscere i ritmi dell’ universo soltanto perché si susseguono meccanicamente, come le stagioni o l’ alternarsi del giorno e della notte. Però fermiamoci un attimo a pensare: e se il mondo fosse in pericolo? Cosa ne sarebbe del genere umano?

Amy è una ragazza come tante e vive sul pianeta Terra.
Il pianeta però non ha più speranza, così viene progettata una missione per la salvaguardia del genere umano: figure di spicco come militari, biologi, tecnici e ricercatori verranno ibernati per trecento anni e caricati su una nave, la Godspeed, diretta verso il pianeta Terra- Centauri. Passati i trecento anni, saranno scongelati e potranno dare il via ad una nuova vita sul nuovo pianeta.
Ormai è tutto pronto per la missione. Amy non è obbligata a partire con i suoi genitori, ma il suo amore nei loro confronti la spinge a imbarcarsi e sopportare la tremenda operazione di ibernazione. Soltanto trecento anni. Poi sarà tutto passato, poi potranno finalmente riunirsi.
Il tempo scorre lento per Amy, finché un giorno qualcuno la sveglia dal suo sonno di ghiaccio. Nulla però è andato come previsto: Amy è l’unica ad essere stata scongelata e tra l’altro ben cinquant’ anni prima del previsto.
Si ritrova così sulla grandissima Godspeed e scopre ben presto i meccanismi che la regolano. La nave ha un pilota automatico, pertanto non ha bisogno di nessun comandante. La gente che la abita però, ha bisogno di un leader, l’Eldest. Eldest però, ha quasi terminato il suo periodo di carica, pertanto sta addestrando l’ Elder, che al momento opportuno prenderà il comando.
Questa gente non ha mai visto la Terra, è su questa nave da tantissimi anni. Qui tutto è finto: è tutto una falsa riproduzione della terra. Amy pertanto viene considerata come un mostro, ma lei è l’ unica ad aver visto la realtà con i suoi occhi.

“Cosa posso dire loro della Terra? Come posso spiegare quanto è diverso l’odore dell’ aria, perché il suolo sembra più ricco, perché tu ti senti diverso per il solo fatto di sapere di avere l’ intero mondo a tua disposizione? Dovrei cominciare con le montagne sempre celate dalle nuvole e dalla neve.. O forse loro non sanno neppure cosa significano le parole nuvola, neve e montagna? Potrei parlare loro dei diversi tipi di pioggia, della pioggia battente che è perfetta se vuoi restare in casa a guardare un film o a leggere, della pioggia sferzante le cui gocce sembrano aghi sulla pelle o della pioggerella estiva, che rende il primo bacio col tuo primo amore ancora più dolce.”

Amy ha nostalgia della sua Terra e non ha nessuno con cui condividere i suoi ricordi. Ha paura, molta paura, ed è sola.
Solo Elder sembra esserle vicino. Il loro rapporto maturerà nel tempo in maniera sana e spontanea.
I misteri che governano la nave però sono tanti e neanche Elder ne è a conoscenza.
Innanzitutto: chi ha scongelato Amy? Perché proprio lei che era un carico superfluo e non aveva nessun ruolo importante nella missione?
Perché l’assassino sta continuando a scongelare altri ibernati nel tentativo di ucciderli? Perché Eldest vuole nascondere alcune cose alla sua gente, ma anche ad Elder?

“Io e te oltre le stelle” è il primo capitolo della trilogia “Across the universe” ed è seguito da “Brilleremo tra un milione di soli” (presto la recensione sul blog).
La trilogia è stata portata in Italia dalla casa editrice Piemme, che ringrazio infinitamente: innanzitutto perché si tratta di una trilogia bellissima, ma anche perché mi ha dato la possibilità di leggere i primi due volumi.

“Io e te oltre le stelle” è uno di quei libri dai quali non riesci a staccarti. È uno di quei libri per i quali vale la pena restare svegli tutta la notte a leggere. È uno di quei libri che ti catturano con i loro misteri e ti rendono partecipi della magia della storia.
L’ idea dell’ autrice è davvero originale. La storia è molto scorrevole e riesce a catturare l’attenzione di chiunque. Non si tratta soltanto di un semplice romanzo distopico: “Io e te oltre le stelle” è una denuncia contro una società ridotta in schiavitù, una società-automa che non ha più libertà e l’unico scopo che ha è adempiere ai compiti imposti dalla classe dirigente.

Personalmente non sono un’ amante delle trilogie.. va sempre a finire che diventano monotone e alla fine mi stancano. “Across the universe” però mi ha letteralmente catturata, infatti ho già terminato anche il secondo volume e non vedo l’ ora che in Italia arrivi il terzo.
Vi assicuro che non ve ne pentirete.
Fatemi sapere se avete intenzione di comprarlo o se l’ avete già letto e spero che la recensione vi sia tornata utile.
Alla prossima 🙂

 

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Recensione “Le cronache del labirinto – I rinati” – Fortunato Campopiano

Salve a tutti cari lettori!
Oggi parleremo del libro “Le cronache del labirinto – I rinati”. Se vi state chiedendo di cosa si tratta è del tutto lecito in quanto questa è l’ opera d’ esordio dell’ autore Fortunato Campopiano e mi piacerebbe farla conoscere anche a voi.
Innanzitutto vorrei ringraziare l’autore per avermi affidato il suo scritto e congratularmi per la tenacia che dimostra nel diffondere la sua opera. Pertanto ne approfitto per augurargli Buona fortuna!
Detto questo, iniziamo subito.

Titolo: Le cronache del labirinto – I rinati
Autore: Fortunato Campopiano
Casa editrice: Fortunato Campopiano

La storia si apre con un evento misterioso: padre Joseph è il rettore di un orfanotrofio e un giorno lui e i suoi bambini si ritrovano vittime di un incendio. Stranamente i bambini non sono per niente spaventati e, ancor più strano, le fiamme non distruggono niente.. anzi, danno alla luce un neonato comparso dal nulla.
Quella stessa notte un uomo misterioso bussa alla porta dell’ orfanotrofio: è tutto vestito di nero e dice di avere il compito di portare via quel bambino.
Padre Joseph è dapprima intimorito, ma una forza sovrumana si accende in lui e mette in fuga l’uomo misterioso. Il bambino ora è salvo e lui se ne prenderà cura. Non sa ancora che nome dargli, così decide di appellarlo semplicemente X.
L’ intreccio continua, ripresentandoci X ben trent’ anni dopo.
X è un uomo vuoto: non é riuscito a realizzare nessuno dei suoi sogni, inoltre in tutti questi anni è sempre stato rifiutato da tutti, nessuno lo ha mai adottato. Pertanto si sente un fallito.
Esattamente il giorno del suo trentesimo compleanno si trova coinvolto in un incidente automobilistico e si accorge che l’uomo che ha tamponato è un gigante. Si avvicina a lui ma, stranamente il gigante fugge a gambe levate. X decide di seguirlo e si scontra con lui. Nonostante le sue ferite e nonostante le differenze di massa muscolare, X riesce ad abbattere il gigante, poi perde i sensi.
Si risveglia il giorno seguente in una clinica, dove viene curato dalla dottoressa Aurora e il Dottor Gold.
I due lo tormentano di domande, ma X ricorda poco della vicenda. Su consiglio di Aurora inizia a partecipare a un gruppo di sostegno. Scopre pian piano che gli altri ricoverati sono stati vittime di incidenti strani come il suo e che la notte hanno tutti gli stessi incubi. Tutti i membri si sentono strani, emarginati dalla società. Il dottor Gold rivela loro che non sono strani, bensì sono esseri speciali.
Finalmente X scoprirà tutta la verità sul suo conto e sul suo passato e capirà qual è davvero il suo compito.
Il resto lo lascio scoprire a voi 🙂

“I rinati” ha come argomento principale la lotta tra il bene e il male. Sebbene sia un argomento già trattato in numerosissimi romanzi, l’autore riesce a dare quel tocco di particolarità alla storia.
L’idea dei personaggi, infatti, è del tutto originale.
Pur essendo uno scrittore alle prime armi, è riuscito a fare di una piccola storia un grande libro.
Il racconto è scritto bene, è scorrevole e mai noioso. Inoltre gli intrecci sono ben costruiti.
La storia riesce a catturare il lettore già dalle prime pagine. L’ unica cosa “negativa” che ho riscontato è stata un po’ di confusione nel momento in cui vengono riportati dialoghi o pensieri. Infatti molte volte mi sono fermata a rileggere più volte per capire Chi stesse dicendo/pensando Cosa.
Tutto sommato, a parer mio, questo libro merita assolutamente di esser letto. Aspetto con ansia il secondo volume della trilogia e auguro ancora Buona fortuna all’ autore: spero che questo lavoro possa essere l’ inizio di grandi soddisfazioni.

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Recensione “La conchiglia blu” – Elisabetta Raviola

Titolo: La conchiglia blu
Autore: Elisabetta Raviola
Casa editrice: Libro aperto international publishing

“La conchiglia blu” è un romanzo a doppio volto. I protagonisti infatti sono due e a capitoli alterni vengono narrate le vicende dell’ uno e dell’ altra.
Pierluca e Irene sono molto diversi tra loro: Pierluca è un artista, un uomo di mondo pieno di avventure e appuntamenti; Irene é una professoressa di latino, dedita unicamente al suo insegnamento e amante dei libri. Sembrano quasi due opposti: da una parte l’uomo esuberante che fa esperienza del mondo e dall’ altra la donna timida che si richiude in se stessa e nelle sue abitudini. In comune però hanno un passato pieno di dolore e inganni e un presente vissuto all’ insegna della solitudine e dell’ incomprensione.
A capitoli alterni l’autrice ci fa entrare nella loro vita e in quelle che sono le loro emozioni.
Come si può ben immaginare, i due protagonisti non si conoscono ancora. Si incontreranno più volte, di sfuggita e basterà un solo sguardo per far nascere in loro la consapevolezza che quel vuoto che si portano dentro può essere colmato.

Interrompo qui la trama perché cadrei involontariamente nello spoiler, anche se il finale non é poi difficile da immaginare.

Di Elisabetta Raviola ho già letto “E più in alto ancora” e se siete interessati potete trovare qui la recensione.
Devo dire la verità: mi aspettavo molto di più da questo romanzo. Col suo libro precedente mi ha conquistata ma, con “La conchiglia blu” mi ha affossata.
Partiamo dal principio. Innanzitutto la tecnica di scrittura a capitoli alterni non è cosa nuova ed ormai è una tecnica molto utilizzata da tutti (vedi: “L’eleganza del riccio” o “Ma le stelle quante sono” e potrei elencarne tanti altri). La cosa che non mi è piaciuta è stata la trama troppo scontata e banale. Sono riuscita ad immaginarne il finale già dalle prime pagine. Speravo di trovare qualche colpo di scena durante la narrazione ma nulla, il romanzo è filato liscio con l’unico scopo di far incontrare i due. Inoltre è la tipica storia da “colpo di fulmine” e “opposti che si attraggono”.
Tutti noi consideriamo “bello” un libro che riesce a trasmetterci emozioni. Mi dispiace dirlo ma questo romanzo non mi ha lasciato nulla.
“E più in alto ancora” mi era piaciuto proprio perché molto introspettivo, qui invece non sono riuscita a cogliere bene la psicologia dei personaggi.

“La conchiglia blu” lo considererei uno di quei romanzi senza infamia nè gloria.

Tranquilli, non è completamente da bocciare.. Sono riuscita a trovare anche aspetti positivi.
Ho adorato la copertina. Ma voi direte “si Gaia, ma non si giudica mai un libro dalla copertina” ed avete ragione. Oltre alla copertina mi sono innamorata della figura di Irene e del suo amore per la letteratura e i libri. (Il suo amore per il latino invece non lo condivido molto ahah).
Mi è piaciuta anche la scena dell’ incontro tra Irene e Pierluca che si è svolta in libreria.. Diciamo che è la scena dei miei sogni.
Anche l’aspetto artistico di Pierluca e le considerazioni sull’ arte non sono da bocciare.

Un romanzo senza infamia nè gloria ma che di sicuro non rientra nei libri che leggo e rileggo.
Se l’ avete già letto o avete intenzione di acquistarlo mi piacerebbe conoscere anche i vostri pareri e confrontarci.

Come sempre: buona lettura, ci vediamo al prossimo post! Bacini.photo_2015-07-14_12-27-43

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Wrap up – letture di Giugno ♥

Buon pomeriggio cari lettori! Rieccoci con la rubrica mensile “Wrap up – letture”.

Per questo mese avevo programmato una TBR molto corposa ma, ahimè, sono riuscita a leggere soltanto alcuni dei titoli programmati. In ogni caso posso ritenermi soddisfatta! *faccina entusiasta*

Iniziamo subito con:

 

On the road: diari di viaggio – Autori vari

On-the-Road-Diari-di-viaggio-big-49-0129Dieci racconti, dieci autori, dieci storie, dieci viaggi.

Percorsi, sogni, aspettative, delusioni, incontri.

Attraverso il viaggio si affrontano le proprie paure o si attende la propria rinascita, qualcosa che cambi il corso della propria vita o che doni la forza per andare avanti.

Dieci racconti selezionati per voi, partecipanti al “Concorso On the Road: Diari di viaggio” organizzato dalla casa editrice Libro Aperto.

Dieci storie che ci accompagneranno nelle vite degli autori e che regaleranno insegnamenti preziosi.

 

The Program – Suzanne Young

downloadSloane sa perfettamente che nessuno deve vederla piangere. La minima debolezza, o il più piccolo scatto di nervi, potrebbero costarle la vita. In un attimo si ritroverebbe internata nel Programma, la cura ideata dal governo per prevenire l’epidemia di suicidi che sta dilagando fra gli adolescenti di tutto il mondo. E una volta dentro, Sloane dovrebbe dire addio ai propri ricordi… Perché è questo che fa il Programma: ti guarisce dalla depressione, resettandoti la memoria. Annullandoti. Così, Sloane ha imparato a seppellire dentro di sé tutte le emozioni. Non vuole farsi notare, non ora che suo fratello è morto e lei è considerata un soggetto a rischio. L’unica persona che la conosce davvero è James, il ragazzo che ama più di se stessa. È stato lui ad aiutarla nei momenti difficili, lui a farle credere che ci fosse ancora speranza. Ma, quando anche James si ammala, Sloane capisce di non poter più sfuggire al Programma. E si prepara a lottare. Per difendere i propri ricordi, a qualunque costo.

 

Il prezzo di Dio – Okey Ndibe

imageItemIke, immigrato nigeriano che vive a New York, è convinto di aver toccato il fondo. Malgrado una carriera scolastica impeccabile, coronata dalla laurea in economia in un prestigioso college statunitense, vede sempre frustrate le sue ambizioni lavorative per via del marcato accento. Costretto a sbarcare il lunario facendo il tassista, finisce per sposarsi in fretta e furia con la speranza di assicurarsi la sospirata green card, senza considerare gli strascichi che avrà su di lui il divorzio, altrettanto repentino, dalla disinibita Queen Bee. E tutto questo mentre la madre, rimasta vedova in Nigeria, continua a chiedere a gran voce il suo aiuto. Intrappolato in una parabola discendente, devastato dagli effetti dell’alcol e del gioco d’azzardo, un giorno Ike riceve da un amico un articolo di giornale in cui scopre l’esistenza di una particolare galleria d’arte in città, la Foreign Gods Inc., specializzata nel commercio di divinità esotiche. L’emarginazione, la solitudine e i tanti errori commessi in passato lo spingono a ricorrere a misure drastiche per dare finalmente una svolta alla sua vita. Decide così di trafugare e rivendere la statua dell’antico dio guerriero del suo villaggio natio. Il ritorno in Nigeria, però, non sarà rapido e indolore come credeva e Ike si ritroverà faccia a faccia con se stesso e la sua storia. In questo vivace romanzo, avvolto da un’aura a tratti mistica, Okey Ndibe delinea con sottile ironia le dinamiche del villaggio globale in cui viviamo, mostrando come l’avidità ha il potere di consumare ogni cosa, compreso il sacro, e svelando i sogni, le delusioni e le frustrazioni di chi continua ad inseguire il miraggio dell’America come terra di opportunità.

 

Non mettetemi fretta – Maria Letizia Musu

1-non_mettetemi_frettaNon mettetemi fretta è una storia divertente e spesso surreale, che parla di Guido, quarantenne sposato.
Da quando era ragazzino, Guido ha sempre avuto un sogno: essere un supereroe e trascorrere la sua esistenza salvando il mondo. Però c’è un problema, perché Guido è pigro, pieno di fobie, terrorizzato dal suocero, dalla possibilità di diventare padre e da altro ancora.
Tra situazioni comiche e surreali, scene al limite dell’assurdo e riflessioni serie e profonde, Guido finirà per affrontare tutte le sue paure.
Si troverà coinvolto in situazioni più grandi di lui, pericolose per la sua stessa vita, nonché per quella di chi gli sta accanto.
Affronterà tutto, neanche lui sapendo bene come, con notevole auto ironia e un bel po’ di fortuna.

 

 

E più in alto ancora – Elisabetta Raviola

E-piu-in-alto-ancora-big-78-346«Lo sapevamo tutti e due che ci volevamo bene: ce lo ricordavano ogni giorno le cose semplici intorno a noi, la nostra altalena. Papà spingimi in altissimo; e più in alto ancora, mi rispondi tu.»

Alla ricerca del rapporto perduto con il padre, ormai purtroppo morto, la protagonista, una donna di trentotto anni, abbandona la metropoli e il proprio lavoro e fa ritorno alla villa estiva, la casa in collina dove aveva trascorso la propria infanzia felice.
La collina diventa paesaggio della mente e del cuore dove ritrovare la dolcezza dei gesti quotidiani e la semplicità della vita.

La protagonista accompagna il lettore passo dopo passo mentre parla, pensa, ricorda, agisce in un continuo andare e venire del linguaggio e della mente tra il presente e il passato, tra le azioni concrete e i ricordi.

Con rinnovato entusiasmo la donna riprende contatto con i luoghi del territorio a lei familiare e con i luoghi della memoria che le svelano il senso della vita e le donano la forza di scoprire e affrontare un segreto che le era sempre stato taciuto.

Il ritrovamento casuale di un misterioso diario che narra la storia di una donna forte e coraggiosa indurrà la protagonista a scegliere una nuova vita e a capire se stessa e i propri desideri.

 

Tre volte all’ alba – Baricco 

download (1)“Nell’ultimo romanzo che ho scritto, Mr Gwyn, si accenna, a un certo punto, a un piccolo libro scritto da un angloindiano, Akash Narayan, e intitolato Tre volte all’alba. Si tratta naturalmente di un libro immaginario, ma nelle immaginarie vicende là raccontate esso riveste un ruolo tutt’altro che secondario. Il fatto è che mentre scrivevo quelle pagine mi è venuta voglia di scrivere anche quel piccolo libro, un po’ per dare un lieve e lontano sequel a Mr Gwyn e un po’ per il piacere puro di inseguire una certa idea che avevo in testa. Così, finito Mr Gwyn, mi son messo a scrivere Tre volte all’alba, cosa che ho fatto con grande diletto. Adesso Tre volte all’alba è scritto e forse non è inutile chiarire che può essere letto da chiunque, anche da coloro che non hanno mai preso in mano Mr Gwyn, perché si tratta di una storia autonoma e compiuta. Ciò non toglie tuttavia che, nella sua prima parte, mantenga ciò che Mr Gwyn prometteva, cioè uno sguardo in più sulla curiosa vicenda di Jasper Gwyn e del suo singolare talento.” Alessandro Baricco

 

Come un romanzo – Pennac

come-un-romanzo-libro-69562Quando lo scrittore si mette nei panni del lettore: le massime sul leggere e i suggerimenti sulla buona lettura di Daniel Pennac

I Diritti Imperscrittibili Del Lettore I. Il diritto di non leggere II. Il diritto di saltare le pagine III. Il diritto di non finire un libro IV. Il diritto di rileggere V. Il diritto di leggere qualsiasi cosa VI. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa) VII. Il diritto di leggere ovunque VIII. Il diritto di spizzicare IX. Il diritto di leggere a voce alta X. Il diritto di tacere

 

 

 

 

 

Sazio di giorni – Kaniuk

Sazio di giorniOrlov, pittore fallito e incompreso, dipinge i morti su commissione. Se gli si chiedesse perché, risponderebbe: «Sono passato ai morti perché è l’unico posto in cui mi hanno accettato», oppure: «Anche Leonardo e Rembrandt hanno imparato a dipingere i morti per sapere di cosa è composta la vita; la morte devi conoscerla mentre sei ancora vivo, non quando è ormai troppo tardi». O ancora: «Io dipingo i morti perché loro non vedono il mio lavoro e non si lamentano». In una lunga notte di lavoro, dipingendo il cadavere di un misterioso uomo d’affari e dialogando con la vedova, donna affascinante ed enigmatica, Orlov ripercorre i passaggi chiave della sua vita e le questioni irrisolte che hanno segnato la sua esistenza – fino ad un’inaspettata conclusione e a un sorprendente riscatto. In questo romanzo breve, Yoram Kaniuk include tutte le sue ossessioni e passioni, elabora una profonda riflessione sulla morte e sull’essenza dell’arte e lascia ai propri lettori un vero e proprio testamento letterario, denso di significato e di saggezza.

 

Questo era tutto! Ci rivediamo con questa rubrica il prossimo mese. Nel frattempo altre novità e recensioni.. so stay tuned!

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Recensione “Sazio di giorni” – Yoram Kaniuk

Titolo: Sazio di giorni
Autore: Yoram Kaniuk
Casa editrice: Giuntina

Ci sono uomini che vorrebbero vivere per sempre. Ma come sarebbe possedere il dono dell’immortalità? Ci piacerebbe davvero così tanto? O ne siamo attratti solo perché è una cosa irrealizzabile?
Fermiamoci un attimo a riflettere..
Si può vivere per sempre sì, ma accompagnati dai mille problemi che ci affliggono ogni giorno. E allora che senso avrebbe? L’immortalità non implica la felicità. Più che ad essere immortali dovremmo auspicare a morire “sazi di giorni”.

Orlov è un pittore folle e incompleto.
Come è già capitato in passato ai più grandi artisti, la sua arte non viene compresa e lui stesso si considera un fallimento. Questo accade nel momento in cui l’arte si uniforma all’ etica e “bello” diviene ciò che è conforme al gusto comune.
È proprio la sua originalità, però, che dona alle sue opere un tocco sublime.
In un mondo in cui l’arte sta diventando sempre più mercenaria, Orlov la pensa diversamente:

“Non dipingo per esporre i miei quadri e il mio nome, bensì per nascondere la mia arte, che <<arte>> proprio non chiamerei, per carità. Dipingo per comprendere la vita dipinta, per portare a galla la verità nascosta dello spettatore nell’ opera, una verità che lui stesso non sa riconoscere, e per fondermi con la morte. ”

Orlov infatti non dipinge paesaggi, ritratti e nature morte. Orlov dipinge gente morta su commissione.

“Anche Leonardo e Rembrandt hanno imparato a dipingere i morti per sapere di cosa è composta la vita; la morte devi conoscerla mentre sei ancora vivo, non quando è ormai troppo tardi.”

La sua monotonia viene scossa da una telefonata notturna: Magda, novella vedova di un potente uomo d’affari, gli commissiona il ritratto del marito morto, prima che lo portino via.
Orlov lavora tutta la notte in compagnia della novella vedova, a cui racconta un po’ della sua vita, ripercorrendo i passaggi chiave della sua esistenza.
Una conclusione sorprendente stravolgerà la situazione e tramuterà il senso di incompiutezza che affliggeva Orlov, che si scoprirà finalmente un uomo “sazio di giorni”.

Questo libro è stato il mio primo approccio con Kaniuk, ma mi ha subito ricordato lo stile di David Grossman.
In poco più di ottanta pagine Kaniuk è riuscito a rendere ciò che alcuni romanzi non riescono a fare in quattrocento pagine.
Seppur breve, “Sazio di giorni” è un romanzo profondo, dall’ intensità unica.

“La morale è transitoria, mutevole. Quello che era morale ai tempi della Bibbia non lo è oggi per noi. La morale è una faccenda da branco, si segue la maggioranza, mentre tu sei sempre stato te stesso. Vivi com’è giusto per te. Sei quello che Kierkegaard chiamava un uomo etico. Segui la tua coscienza anche se tutti gli altri la pensano diversamente.”photo_2015-07-02_18-34-44

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Recensione “E più in alto ancora” – Elisabetta Raviola

Titolo: E più in alto ancora
Autore: Elisabetta Raviola
Casa editrice: Libro aperto edizioni

“Mi diceva che il segreto di una buona marmellata era non stancarsi mai di mescolare anche quando sembrava che i pezzi di frutta non ben maturi non potessero ridursi in dolce composto. Era il segreto della vita rivelato dalle mani nodose di una saggia anziana: non perdere mai la pazienza di perseverare nei propri progetti.”

Viola si rispecchia molto nelle parole della nonna: è lei quel pezzo di frutta non ben maturo.
Ha trentotto anni e molti amori falliti alle spalle, ma mai per colpa sua, sono stati sempre gli altri a lasciarla.

“Nonna mi rispondeva che ero come una lucertola, assetata di calore; mi prometteva che all’età giusta avrei trovato il calore e l’amore dell’ abbraccio di un uomo. Ma qual è l’età giusta, nonna? Perché io non lo so più. Non l’ho ancora trovato quell’ abbraccio.”

Anche con l’uomo più importante nella vita di una ragazza, ovvero il suo papà, non è riuscita a mantenere un buon rapporto.
Il ricordo a lei più caro è il suo papà che la spinge sull’altalena. Erano così uniti.
Col tempo poi, hanno edificato muri di silenzi, che nessuno dei due è piu riuscito ad abbattere.
Un evento importante però, scuote la vita di Viola: la morte di suo padre.
Viola decide di lasciarsi tutto alle spalle: il suo lavoro, la sua metropoli e le sue storie fallite. Decide di far ritorno alla sua villa estiva, dove ha trascorso i momenti più felici.

“Corro fuori, voglio vedere bene la villa, la casa dove sono stata felice, quando non avevo pensieri per la testa, quei pensieri che ti tormentano allorché scopri la cattiveria delle persone. Rivoglio il mondo della mia infanzia, quando i colori erano più lucidi perché il sole e la pioggia dell’estate li sentivo sulla pelle e dalla mia pelle si espandevano sul mondo a tingerlo di caldo e poi di fresco.”

La protagonista ci fa strada nella sua infanzia, nei suoi ricordi.
Il filo conduttore è proprio il ritorno alle origini. Viola, oltre a riscoprire la bellezza di quella villa ormai abbandonata e della collina, riscopre anche se stessa.

Ad un tratto succede una cosa inaspettata: Viola ritrova nell’auto di suo padre un vecchio diario, scritto da una donna. Incuriosita inizia a leggere.
Questo ritrovamento sarà la chiave del cambiamento di Viola e del ritorno alla sua purezza.

È un romanzo molto delicato, capace di coinvolgere emotivamente il lettore. Nelle ultime pagine è impossibile non commuoversi.
Lo stile è semplice ma curato. È un romanzo di formazione che ci accompagna nella maturazione di quei pezzi di frutta di cui parlavamo all’ inizio, fino a farli diventare marmellata.

 

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Il 2015 in casa La Giuntina

Buon pomeriggio cari lettori! Oggi vorrei presentarvi la casa editrice Giuntina.

“La Giuntina nasce nel 1980 quando Daniel Vogelmann decide di pubblicare La notte di Elie Wiesel che sarà il primo titolo della collana Schulim Vogelmann, dedicata da Daniel a suo padre, sopravvissuto ad Auschwitz.

Oggi, il catalogo della Giuntina comprende cinque collane e più di 600 titoli ognuno dei quali rappresenta una porta d’ingresso alla storia e alla cultura ebraica.

La Giuntina è l’unica casa editrice europea specializzata in cultura ebraica che si rivolge a tutti i lettori con l’intento di far conoscere la storia e le tradizioni ebraiche, consapevole che solo una reciproca conoscenza tra le diverse culture e religioni può assicurare a tutti noi una convivenza pacifica all’insegna del rispetto.

Inoltre, seppure i nostri libri hanno la particolarità di trattare argomenti legati all’ebraismo, tuttavia, nelle nostre scelte cerchiamo di pubblicare testi dal valore universale, libri che possano interessare e arricchire qualsiasi lettore.

Con questa convinzione la casa editrice continua a lavorare con passione da ormai 33 anni affrontando senza paura le sfide che un piccolo editore indipendente trova oggi nel mercato dell’editoria.”

Vediamo insieme le sue novità editoriali durante il 2015.

 

PRO ARMENIA

Coperta Pro Armenia3Ho letto questo libro d’un fiato, imparando molte cose, commovendomi, partecipando, confrontando idee e sensazioni. Ho amato i personaggi che mi sfilavano davanti, seguito il procedere dei loro passi e dei loro pensieri, delle loro angoscianti esperienze, della loro risoluta volontà di testimoniare. Ma questo non è un romanzo: è una storia di armeni e di ebrei. Sono qui raccolte le parole, le descrizioni, le impressioni, il grido di dolore di alcuni degli ebrei che hanno seguito in prima persona il procedere del genocidio armeno, e hanno vissuto da vicino quei mesi e quegli anni terribili, spesso in posizioni privilegiate di osservazione.
Antonia Arslan
Quattro testimonianze sul genocidio armeno che ne ricostruiscono la storia, ne chiariscono le peculiarità e ne descrivono gli orrori denunciando le responsabilità con il coraggio di chi non rimane in silenzio davanti all’umanità calpestata e l’indignazione di chi vede il mondo restare inerme se non indifferente davanti al crimine.

 

MARTIN BUBER INTERPRETE DELL’ EBRAISMO

Coperta Martin BuberMartin Buber (1878-1965) è stato uno dei massimi intellettuali ebrei del XX secolo. Figura complessa e controversa – infaticabile narratore di storie e leggende chassidiche, autore decisivo nel rinvenire i lineamenti di un pensiero dialogico, impegnato per tutta la vita in una nuova versione tedesca della Bibbia ebraica –, veniva ben presto definito dall’amico Gustav Landauer come «l’apostolo dell’ebraismo di fronte all’umanità». Prendendo le mosse da tale epiteto, Gershom Scholem, una delle massime figure novecentesche nel campo degli studi ebraici, rintraccia, in questo agile scritto, splendori e miserie della vicenda umana e filosofica buberiana, consegnandocene un accorato e autorevole ritratto.

 

 

 

UNA NOTTE SOLTANTO, MARKOVITCH

Copertina Markovich-PROOF4Un romanzo sorprendente e profondo che mescola vicende intime ed eventi storici, capace di raccontare con sensualità e umorismo l’infinito desiderio d’amore che accompagna le vite di tutti noi; un desiderio di cui il destino spesso sembra farsi beffe, imbrogliando gli eventi, suscitando passioni non corrisposte, tramutando la felicità in disincanto. Lo scoprirà Yaakov Markovitch, dal volto troppo anonimo per suscitare emozioni, per il quale il matrimonio fittizio con l’incantevole Bella, celebrato solo per procurarle un permesso d’ingresso in Terra d’Israele, sarà l’inizio di un’ossessione amorosa coltivata caparbiamente per tutta la vita. Lo sperimenterà Zeev Feinberg, seduttore impenitente, ma legato da sentimenti fortissimi a Sonia, la sua donna tenace dalla pelle che profuma d’arancia, quando scoprirà il segreto che farà afflosciare anche i suoi celebri, rigogliosi baffi.

 

 

LA COLLINA

gavron-laCollina-pressSu una collina rocciosa, circondata da un paesaggio biblico, sorge l’avamposto Maalé Chermesh C. Per il governo israeliano non esiste, ma per l’esercito va difeso. Il suo fondatore coltiva asparagi, pomodorini e rucola, alleva pecore e cresce la sua numerosa famiglia mentre, aggirando la burocrazia e manipolando politici, riesce ad attirare altri coloni e a ottenere nuovi caravan da abitare. In pochi anni l’avamposto diventa una realtà ben radicata in quell’area contesa tra arabi ed ebrei. Questo romanzo corale ci svela le vite degli abitanti dell’avamposto, ognuno alla ricerca di una propria via nel mondo; traccia con arguzia le dinamiche politiche che governano la realtà delle colonie; racconta in modo brillante le diverse componenti della società israeliana, un caleidoscopio di tanti colori che nonostante le tensioni che lo animano non si frantuma mai.

 

 

JUDEI DE URBE

Judei de UrbeUna straordinaria graphic novel che racconta ventidue secoli di presenza ebraica a Roma. Dai primi commercianti provenienti da Alessandria nel II sec. a. C. fino all’incontro tra Papa Francesco e il rabbino Di Segni. Tra questi due estremi, una storia fatta di gioie e dolori, di resistenza e attaccamento alle proprie tradizioni, di un rapporto da sempre viscerale tra la comunità ebraica più antica della Diaspora e la sua città, Roma, di cui gli ebrei hanno testimoniato tutti i cambiamenti, le cadute e le rinascite per più di 2000 anni.

 

 

 

CONVERSOS, MARRANI E NUOVE COMUNITA’ EBRAICHE IN ETA’ MODERNA

Coperta Conversos marraniOrganizzato dalla Fondazione Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, con il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, del Centro Romano di Studi sull’Ebraismo dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, del Dipartimento di Scienze Storiche, Filosofico Sociali Culturali e del Territorio della medesima Università e della Società Geografica Italiana, il Convegno internazionale di Studi Conversos, Marrani e nuove comunità ebraiche in età moderna, ha avuto luogo a Ferrara il 28 e 29 aprile 2014.
Gli Atti qui raccolti, grazie al contributo di numerosi studiosi che hanno innovato il panorama storiografico degli ultimi decenni, presentano un quadro d’insieme “in movimento”. Così come permeabili sono le frontiere tra penisola iberica, dove vige l’Inquisizione contro i conversos, e le “terre di libertà”, quali ad esempio Amburgo e Amsterdam, permeabili risultano essere anche le opzioni religiose o identitarie. Accanto a nuovi cristiani che giungono a Roma e che aderiscono alla locale comunità ebraica, ve ne sono altri che continuano a vivere da cattolici, mentre la sorte della trasmissione di alcune eredità ad Amsterdam o in Portogallo rivela in che misura il legame di parentela sia privilegiato rispetto a una eventuale identità di fede. Comuni sono dunque le radici iberiche di conversos in esilio e di nuove comunità ebraiche che si fondano nel Nord Europa, a Livorno, a Ferrara, o che attingono nuove energie dai movimenti migratori.
È qui dipinto un vivace quadro della vita dei marrani a Venezia, ma anche dei privilegi ottenuti a Livorno dalla Nazione portoghese e della progressiva creazione della comunità. Non poteva mancare più di un omaggio alla città di Ferrara, sede della stampa della celebre Bibbia in lingua spagnola, detta appunto “di Ferrara” e luogo di approdo di esuli spagnoli e portoghesi sin dalla fine del ’400. Si accompagnano a queste ricostruzioni due acute riflessioni di carattere storiografico, l’una dedicata alla ricerca di una più adeguata e nuova definizione di “marranesimo”; l’altra centrata sull’indagine dei presunti fondamenti dell’incontro tra pensiero scettico e correnti di pensiero proprie all’ortodossia ebraica.

 

IL GRANDE NASCONDIMENTO

Coperta il grande nascondimento3Conversione o morte. Nei secoli, tante comunità ebraiche sono state poste di fronte a questa drammatica alternativa. Soprattutto durante l’Inquisizione nella Penisola iberica, ma non solo. La vicenda qui riportata è avvenuta nel 1839 a Mashad, ora la seconda città iraniana.
L’unicità dell’avvenimento storico è data dal fatto che siamo già in epoca moderna e in terra islamica. Il libro presenta le diverse reazioni prodottesi soffermandosi in particolare sulla scelta compiuta dai più di sviluppare una doppia identità: musulmani per strada, ebrei in casa.
Un comportamento schizofrenico che è durato per più di un secolo, tra sospetti, paure, sotterfugi. Un caso unico che, anche per motivi di autodifesa, si è tramandato fino a poco tempo fa solo per via orale.
Il libro rende nota questa storia e onore ai protagonisti di questo orgoglioso “nascondimento”.

 

LA DIETA KASHER

coverTranquilli, in questo libro non troverete delle precise indicazioni per una dieta… “La dieta kasher” vuole essere una semplice, ma completa, introduzione al mondo dell’alimentazione ebraica passando per la sua storia e le regole che la caratterizzano e soffermandosi anche su temi di attualità come la sicurezza, i controlli e la certificazione del cibo o come rapportarsi alla sofferenza degli animali; ma al tempo stesso, “La dieta Kasher” può essere letta in certe sue parti come un’introduzione al pensiero ebraico e all’interpretazione ebraica delle fonti e il lettore non mancherà di notare preziosi consigli di cui chiunque dovrebbe tener conto prima di iniziare qualsiasi dieta…

 

 

 

MATERIA GIUDAICA XIX/ 1-2 (2014)

Cop materia Giudaica-XIX-15-1-2015-1INDICE
In memoriam Michele Luzzatti, A. Veronese e M. Perani.
STRATEGIE E NORMATIVE PER LA CONVERSIONE DEGLI EBREI DAL MEDIO EVO ALL’ETÀ CONTEMPORANEA, Atti del Convegno Internazionale, Ravenna 30 settembre – 2 ottobre 2013, a cura di Mauro Perani.

S. Superbi, Le ebree di Santa Caterina Martire. Storie di conversione nella Ferrara del XIII secolo.
C. Tasca, La politica dei sovrani aragonesi e spagnoli nei confronti degli ebrei. Nuove fonti sull’Inquisizione in Sardegna (1486-1515).
N. Zeldes, Offering economic and social benefits as incentives for conversion – The case of Sicily and Southern Italy.
G. Fabbrici, Catecumeni e conversioni forzate a Reggio Emilia nei secoli XVI-XIX.
I. Fasiori, Le conversioni forzate degli ebrei nella Oria del IX secolo nei piyyutim di Ammitai ben Šefatyah.
S. Campanini, Nottole ad Atene. La qabbalah cristiana e la conversione degli ebrei.
E. Lolli, Nuovi documenti sulle prediche coatte agli ebrei nella Lugo del Settecento.
A.Y. Lattes, Un elenco di conversi in un registro seicentesco della Casa dei catecumeni di Ferrara.
G. Lacerenza, La carriera di un convertito: Pedro Iacobo de Toledo nella Napoli del Viceregno.
M. Perani, Conversioni di ebrei a Mantova nel tardo Settecento: il caso del neofito Moisè Aron Sacerdoti da Revere (1786).
S. Campana, La Casa dei catecumeni e la legislazione sulla conversione degli ebrei a Mantova fra XVI e XIX secolo.
L. Graziani Secchieri, Il singolare caso di Laura de Vita: da erede del banco da Po a ‘illustre signora’ dei Pio di Savoia nella Ferrara di metà Seicento.
M. Toniazzi, «Perchè il dilicto suo è di grande importantia». Bella, vedova ebrea, ed il convertito Benedetto nella Toscana del Quattrocento.
S. Marconcini, L’esame di accertamento della volontà di conversione degli ebrei a Firenze e a Livorno nel «Registro degl’atti di esplorazione» degli anni 1827-1865.
J. Arbib, Conversioni di ebrei a Monte San Savino nei secoli XVII e XVIII.
A. Salah, Infedeltà e conversione: gli ebrei nel romanzo libertino l’Infortuné napolitain.
M.C. Rioli, L’Opera San Giacomo: una Chiesa ebraica nello Stato d’Israele.
P. Pellegrini, Ebrei nobilitati e conversioni nell’Italia dell’Ottocento e del primo Novecento.
L. Andreoni, Conversioni e strategie di difesa degli ebrei ad Ancona e nella Marca pontificia (secc. XVII-XVIII).
M.T. Reale, Patria potestà e coabitazione con la consorte. Il caso di un capofamiglia ebreo convertito nella Siena del 1805.
N. Valbousquet, La conversione nel discorso antisemita fra le due guerre: usi e trasformazioni dei pregiudizi di matrice cattolica.
Appendice docume ntariataria di P. Mancuso, Evangelizzazione gesuitica e tattiche ebraiche di difesa a Mantova fra Sei e Settecento sotto il rabbinato di Yehudah Leone Brielli.

STUDI PER LA STORIA DEGLI EBREI A LUGO

A.Y. Lattes, Introduzione al secondo registro della Comunità ebraica di Lugo degli anni 1630-1673.
E. Lolli, Vita ebraica a Lugo nei verbali delle sedute consiliari degli anni 1670-1759.

ALTRI STUDI

R. Fronda, Lions of Judah. Identifying an Italian Genizah fragment in Bologna State Archive.
A. Ahrend, Studies in the Spanish Recension of Rashi’s Commentary to Tractate Berakhot according to a Ms. from the Historical Archive of Girona.
M. Perani – E. Cibien, Mantovani: un cognome ebraico attestato dal Seicento a Modena e oggi quasi scomparso con una nota sui cognomi Sacerdoti e Sanguinetti.
R. Scuro, Credito e commercio nella Terraferma veneta del Quattrocento.
R. Esposito, Lexical wars: Hebrew euphemisms and dysphemisms in phrases relating to the Arab-Israeli conflict.
M. Marrazza, The Lexical Field of the adjectives of “Health” and “Illness” in Ancient Hebrew: the case of ’mll and ’ n(w)š.
M. Mascolo, I Vaaz: nuovi documenti sui feudi di una famiglia di ebrei conversi sefarditi in terra di Bari.
T. Leuker, Una prosopopea ebraica di Diogo Pires e la sua riscrittura cattolica.

 

LE KETUBBOT ITALIANE DELLA COLLEZIONE FORNASA

Copertina-volume-ketubbot-1Il presente volume, che costituisce un importante contributo allo studio della storia e dell’arte ebraica italiana, illustra 72 ketubbot inedite, per lo più italiane, delle quali 68 appartenenti alla collezione di Judaica di Gianbeppe Fornasa e 4 conservate presso il Fondo Campori della Biblioteca Estense di Modena. I dati contenuti nelle loro schede descrittive ci forniscono preziose informazioni su un momento significativo della vita delle comunità ebraiche italiane dei secoli XVII-XX, oltre a svelarci le tendenze artistiche in voga nelle varie epoche e nelle diverse città. Quello dell’arte ebraica è certamente un campo con ancora molti materiali da esplorare. Carattere precipuo dei contratti matrimoniali ebraici è, per la natura stessa del documento, quello di fornirci sempre la data delle nozze e il nome della città in cui esse furono celebrate, dati che permettono un dettagliato esame storico-artistico dei manufatti. Le quattro ketubbot della Biblioteca Estense di Modena costituiscono altrettanti contratti di nozze celebrate a Verona, Roma, Reggio Emilia e Gibilterra. Quest’ultima, che è l’unica ketubbah non italiana, con la sua data 1795 risulta essere una delle più antiche provenienti da quella località. L’arte decorativa ebraica, come del resto avviene per tutto il mondo dell’antiquariato, condivide con l’arte prodotta in ambito cristiano il diffuso fenomeno dei falsi. La percentuale di manufatti contraffatti è, infatti, abbastanza alta, in entrambi i casi, come dimostra il fatto che falsi si sono rivelati anche alcuni decori presenti nella collezione qui descritta. Interessante, in tal senso, è la documentazione scientifica di un falso emerso non in una ketubbah ma in una Megillat Ester della stessa collezione, confermato grazie ad analisi di laboratorio. Quello che qui si offre al lettore costituisce, dunque, un nuovo importante apporto allo studio dei manufatti ebraici prodotti nella Penisola italiana, senza dubbio l’area geografica che si pone al primo posto per antichità, quantità e qualità decorativa delle ketubbot in essa prodotte nel corso dei secoli.

 

RICORDI IN MACERIE

Ricordi_in macerie (1)Come un’arca di Noè, questo libro, bello e singolare, custodisce frammenti salvati dalla catastrofe: una elegia per un mondo scomparso che suscita compassione per gli esiliati, ma anche una profonda nostalgia per quello che ognuno di noi, ogni giorno, vede morire del proprio passato. Con una prosa poetica velata da una dolente ironia, Krausz descrive lo sradicamento e la solitudine dell’ebreo cacciato dalla sua patria, la sua nostalgia per un mondo idealizzato acuita dal rude impatto con la modernità rumorosa e disarmonica che minaccia e riduce a spazi sempre più angusti le isole della memoria. L’ordine dell’Austria felix, preservato nel chiuso delle stanze, è sempre più accerchiato e minacciato dalla lussureggiante vitalità brasiliana, e il vecchio nazista della porta accanto è come sale sulle ferite. La lacerazione e il senso di estraniamento proietta la sua ombra fino alla terza generazione a cui Krausz appartiene e che raccogliendo i brandelli di una identità multipla e sfilacciata rende amorevolmente omaggio a un mondo irrimediabilmente perduto.

 

ALLA RICERCA DI M.

ImmagineChi è Mulleman, l’uomo misterioso che si aggira per la città ricoperto di bende e confessa tutti i peggiori crimini commessi? E qual è la vera identità di Arieh Arthur Bein, un geniale agente del Mossad capace di scovare i nemici del proprio Stato in tutti gli angoli del mondo? Già, le identità, queste fragili costruzioni di frammenti radicati nel passato – la soluzione di tutti i crimini dipenderà proprio dalla capacità dei due protagonisti di elaborare le proprie identità e sciogliersi dai vincoli che li legano all’eredità dei loro genitori. Essi infatti condividono un’origine comune: sono entrambi figli di sopravvissuti alla Shoah.

Questo romanzo estremamente originale di Doron Rabinovici, la cui trama segue i dettami di un giallo, ha la capacità di riflettere sui retaggi della memoria, sulla fragilità dell’anima e sulla solidità di certi pregiudizi, oltre a lasciare il lettore con il fiato sospeso fino a che l’ultima benda non sarà stata sciolta.

 

UNA VITA QUALUNQUE 

Coperta Una vita qualunque_RIPMitia è un uomo anziano, modesto, gentile, non batte mai il pugno. Ha sempre lasciato a Bussia, la moglie, il ruolo di condottiero. Si è sempre considerato un uomo qualunque, che ha vissuto una vita qualunque, simile a tante altre. Fino a che un giorno il telefono squilla e il lontano passato si ripresenta. Un amico di gioventù vuole incontrarlo, narrargli la verità sulla scomparsa della sua amata sorella caricata su un camion dalle SS. Per tutti quelli anni, Mitia, ostinatamente, ha sperato con tutto se stesso che lei fosse rimasta in vita, lontana, dispersa. L’ansia che lo attanaglia nei giorni prima dell’appuntamento lo spinge a scrivere, a ripercorrere la sua lunga vita. Per se stesso. Per trovare un po’ di sollievo. Per mettere ordine. Per capire. Al termine del suo scritto si renderà conto che il suo cammino, più di altri, è stato indirizzato, spinto dagli sconvolgimenti del secolo terribile che hanno travolto uomini e nazioni e in cui, quasi sempre, è stato il caso a decidere della vita e della morte. Si rende conto che la sua supposta «normalità» è stata una maniera per impedire che le bufere della storia e la tragedia della Shoah lo travolgessero. Nel profondo di sé scopre che la sua non è stata una vita qualunque e che, nonostante tutto, la sua è stata una grande storia d’amore. E, del resto, esiste una vita qualunque?

 

LA CITTA’ CHE SUSSURRO’

Coperta_La_città_che_sussurròAnett scopre che nello scantinato della sua casa si nasconde una famiglia di ebrei. Anche se scendere le scale buie dello scantinato le fa un po’ paura, è lei a portar loro da mangiare oltre a tutte le cose di cui hanno bisogno. Così conosce Carl, un bambino come lei, con cui fa presto amicizia. La famiglia di Carl sta aspettando una notte di luna piena per raggiungere il porto e fuggire in Svezia, ma le nuvole non vogliono diradarsi ed è troppo buio per scappare. Finché ad Anett non viene in mente un’idea geniale per salvare il suo amico Carl dai soldati nazisti che si stanno avvicinando sempre di più. Ma per metterla in pratica dovrà coinvolgere l’intero villaggio e soprattutto non fare troppo rumore… Questa storia, fatta di coraggio e solidarietà, è basata su una vicenda realmente accaduta durante la seconda guerra mondiale, un episodio che tiene accesa fino ad oggi la luce della speranza nella bontà umana.

 

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Recensione “Non mettetemi fretta” – Maria Letizia Musu

Titolo: Non mettetemi fretta
Autore: Maria Letizia Musu
Casa editrice: Libro aperto edizioni

Una famosa citazione afferma: “Forse c’è qualcosa di peggio dei sogni svaniti: perdere la voglia di sognare ancora”.
In questa frase é racchiusa una grande verità. I sogni infatti sono il motore del mondo: senza sogni l’uomo si sente perso, smarrito.
Guido è un uomo come altri e custodisce il suo sogno nel cassetto da quando era piccolino. Il suo sogno però, é un po’ particolare. C’è chi sogna di diventare presidente degli Stati Uniti d’America, chi di diventare cantante e chi sogna la ricchezza.
Guido non si accontenta di queste cose: vuole diventare un supereroe e salvare il mondo. Forse questo sogno nasce proprio per antìfrasi: Guido é pigro, ha paura persino del suocero e l’idea di diventare padre lo terrorizza. Come può un uomo come lui pieno di fobie poter salvare il mondo?

“Non mettetemi fretta” è un romanzo umoristico e tra mille risate l’autrice riesce a delinearci il personaggio di Guido in maniera perfettamente psicologica. Alla componente umoristica dunque si aggiunge quella introspettiva. L’autrice ci accompagna nella quotidianità di Guido, ci rende partecipi delle sue gioie, dei suoi dolori e delle sue paure.
Guido è sulla soglia dei quarant’anni, lavora come disegnatore, è felicemente sposato e ha appena scoperto di aspettare un figlio. La sua semplice quotidianità però, viene interrotta dall’arrivo di un nuovo condomino: un boss mafioso appena uscito dal carcere. Gli viene offerta finalmente l’opportunità di realizzare il sogno che aveva sin da bambino. Ma.. come si comporterà Guido?

La scrittura è molto scorrevole e il romanzo davvero divertente. Lo consiglio a tutti coloro che hanno voglia di passare qualche ora immersi in una lettura simpatica e sorprendente.Non mettetemi fretta

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